IL GLOBO

domenica 6 giugno 2010

Ninja Assassin

Titolo originale:  Ninja Assassin
Nazione:  U.S.A., Germania
Anno:  2009
Genere:  Azione, Drammatico, Thriller
Durata:  96'
Regia:  James McTeigue
Sito ufficiale:  www.ninja-assassin-movie.warnerbros.com
Sito italiano:  wwws.warnerbros.it/ninjaassassins

Cast:  Sung Kang, Randall Duk Kim, Jonathan Chan-Pensley, Yuki Iwamoto, Ben Miles, Naomie Harris, Rain, Linh Dan Pham, Linh Dan Pham
Produzione:  Warner Bros. Pictures, Silver Pictures, Studio Babelsberg, Translux
Distribuzione:  Warner Bros.
Data di uscita:  04 Dicembre 2009 (cinema)

Trama:
Dopo aver perso i genitori ed essersi ritrovato solo, Raizo, viene accolto nell'Ozunu Clan, una società segreta che per molti é solo una leggenda. Addestrato ad uccidere, Raizo, diventa uno dei più temibili killer, ma quando il clan ammazza uno dei suoi migliori amici, non ci pensa due volte e prepara la sua vendetta...


Recensione

Quando videogame e manga si incontrano sul grande schermo, può capitare di trovarsi di fronte a ibridi come questo "Ninja Assassin", diretto da James McTeigue già regista del buon adattamento di "V for Vendetta".

Raizo è un orfano trasformato da bambino in spietato assassino dal clan Ozunu. Quando però le dure regole del clan condannano a morte una persona molto vicina a Raizo, quest’ultimo decide di tradire il gruppo. Raizo, inseguito e braccato dai suoi vecchi compari, si ritroverà coinvolto in una guerra tra gang di stampo mafioso...

Chiarito che il riferimento iniziale a videogame o fumetti è solo un pretesto per scoprire la natura mordi e fuggi di Ninja Assassin, bisogna dire che la regia di McTeigue questa volta si abbandona totalmente all’azione più sfrenata, concedendosi più di una incursione nel vero e proprio "splatter". Il che si traduce visivamente in smembramenti, squartamenti, amputazioni e una pioggia di sangue praticamente ininterrotta dall’inizio fino ai titoli di coda. Da leccarsi i baffi, insomma.

Il ritmo tachicardico, inoltre, asseconda una sceneggiatura a intrecci scritta dalle abili mani di J.M. Straczjnski, in questa sede decisamente influenzato dal trascorso nel mondo dei comic. Il risultato però non soddisfa. Personalità stereotipate e soluzioni già viste spalleggiano i dialoghi che vorrebbero apparire impegnati (della serie: "Ne resterà solo uno", modello Highlander), ma che invece risultano assai buffi e a volte persino fuori contesto.

Rimane il soggetto, allora, affascinante e intrigatante, basato com’è sul mito antico dei guerrieri ombra. Ma è troppo poco. Senza neppure degli attori efficaci, si finisce per grattarsi la testa davanti un mare di sangue un po' spaesati e con la voglia di ripescare Van Damme, Dolph Lundgren, Steven Seagal e compagnia bella.

La frase: "Un guerriero ombra? Non farmi ridere vecchio!".
 

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